Per 5 edizioni (dal 1993 al 1997) Petrosino ha tributato la musica rock e di tendenza con un grande raduno musicale, probabilmente il più importante che il nostro territorio ricordi: Rockarossa. Quattro edizioni per un festival unico nel suo genere e fortemente legato all’area geografica che lo ha ospitato. Non a caso, il nome scelto per l’evento lega in maniera indissolubile la musica e la nota roccia del fondale di Biscione, punto di arrivo per gli adolescenti e giovani bagnanti, approdo da cui partire per solcare altri mari, affrontare nuove avventure. Questo è lo spirito che ha caratterizzato il festival: dare spazio ai giovani, al loro talento in costruzione. Ad affiancare i giovani talenti, sul palco del Festival, si sono affacciati alcuni tra i nomi di punta per le nuove generazioni musicali: dai QBeta con Roy Paci agli Uzeda (unico gruppo Italiano, oltre alla P.F.M. ad aver inciso le famose Peel Session per John Peel, storico DJ della BBC), dagli Use and Abuse (il gruppo in quel periodo approdò alla Vacation House, storica etichetta discografica nell’ambito hardcore) con Gianfranco Marino (negli anni presente con diverse formazioni: The Zest, Routine, Rym) e Giovanni Gulino (oggi frontman dei Marta sui Tubi) a Cesare Basile, da Paola Maugeri a Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi, ORK e Dunk) e poi ancora i mazaresi NeverMind del chitarrista Riccardo Corso (a Sanremo con Simone Cristicchi), gli Incunabula di Castelvetrano (il bassista Peppe Mangiaracina ha vinto un Sanremo con Arisa e suonato con il mitico Alan Parsons), i Nuovi Briganti (leader della allora scena posse che incisero brani come “Sugnu Siciliano” e “Fottuto Terrone”, brani che permisero alla band di suonare come ospiti fissi alla trasmissione Avanzi), gli Acacia di Palermo (approdati alla Underground Simphony, storica etichetta di prog rock dove registrarono il loro album Deeper Secrets), Gino De Vita (affermato didatta e chitarrista con varie esperienze a livello internazionale), i BraindeaD (di recente citati nel libro di Max Salari “Rock Progressivo Italiano”) e molti altri artisti che hanno sposato e condiviso il progetto musicale. La manifestazione, nata dall’intuito di alcuni ragazzi che crearono successivamente un’associazione culturale (Progetto Kanea), è ancora adesso ricordata come un vero e proprio evento, costruito interamente sulla passione, sul valore dell’amicizia, sul rispetto del territorio, sulla voglia di scommettere sul proprio futuro attraverso la musica, attraverso un linguaggio universale che ancora adesso continua a far vibrare dando un senso di comunità ai giovani d’oggi. Un linguaggio comune che parla di arte, di cultura, di futuro.

E’ innegabile che la magia che trasudava quel palco si sposasse perfettamente con il fermento che caratterizzava il rock siciliano dei primi anni ’90, non è un caso infatti che diverse riviste dell’epoca parlavano di Catania come Seattle; un fluido invisibile si era allargato fino a coinvolgere intere famiglie che sostenevano i propri figli nella rincorsa di un sogno chiamato “Musica”. Rockarossa ha segnato la vita di molti di noi, indipendentemente dal fatto che ci si trovasse “on stage” con il proprio strumento o che si facesse il tifo da sotto il palco per i propri giovani idoli; ha creato amicizie, coppie che si sarebbero successivamente sposate e figli di un rock dato spesso per spacciato ma che ritorna puntualmente per prendere in braccio i globuli del nostro sangue e farci sentire più vivi che mai!

Il Dio del Rock non fa miracoli, però ci regala quotidianamente un’energia che ci rende capaci di affrontare ostacoli, problemi e situazioni varie con un piglio particolare, certamente diverso. Se ci si sente giovani anche intorno ai “cinquanta” non è di certo per la “Sindrome di Peter Pan”, ma perché una chitarra distorta che fa un riff può attivare un meccanismo in cui grinta, emozioni, ricordi e aspettative si fondono in un unico blocco che fa esplodere la riserva di vita, forse la più bella, custodita nel nostro cuore.

Rockarossa è il passato glorioso di un certo tipo di musica che si suonava e si costruiva in Sicilia occidentale; dopo oltre vent’anni, Rockarossa torna prepotentemente con l’obiettivo di smuovere le coscienze, di dare spazio alle minoranze (musicali e non), di dare una valida alternativa alla musica che certe radio e tv vogliono farci credere sia il “futuro” e, soprattutto, fornire le indicazioni, la luce e la strada da percorrere a chi, giovane rocker con pochi riferimenti, volesse affrontare la vita con uno zaino in una spalla, la chitarra nell’altra e un fuoco che arde nel cuore e si sprigiona dagli occhi.

FINALITA’/OBIETTIVI

Pur essendo passati circa 20 anni dall’ultima edizione, oggi, in un clima rinnovato per la città di Petrosino, tocca ai nuovi giovani riprendere il filo di una racconto mai veramente interrotto. Questo perché molti musicisti del territorio hanno continuato a seguire con interesse l’evolversi di quel linguaggio musicale, hanno portato, attraverso lo studio e i viaggi, la loro esperienza fuori dal confine regionale. Ad oggi si vuole costruire un contenitore rinnovato e moderno che sappia essere innovativo nella formula e nella comunicazione. Gli strumenti mediatici di oggi consentono certamente una visione globale delle attività, per questo ci si prepara a costruire un evento che sia pienamente legato al mondo dei social, che insieme alla musica sappia raccontare il territorio. Rockarossa 2018 sarà l’occasione per ospitare nella nostra città artisti di caratura nazionale e internazionale. Rockarossa 2018 prevede una due giorni di musica con un grande palco aperto sin dal pomeriggio alle giovani produzioni musicali e la sera ai concerti. In piazza Biscione sarà istallato uno spazio riservato agli espositori, un villaggio delle arti e della creatività dove saranno coinvolte etichette musicali, maestranze del settore musicale, artisti di strada, ecc. Una grande vetrina che permetterà di promuovere il proprio lavoro e la propria arte. Il supporto di un evento già nel cuore del pubblico e realizzato con una formula adeguata al nostro tempo consentirà alla città di Petrosino un grande ritorno di immagine per gli operatori del luogo e per le strutture ricettive, in periodi difficili per l’economia del Paese e del Sud Italia.

Rockarossa intende ricreare la magia del rock ed il fermento musicale degli anni ’90 in questa parte di Sud. Quelle prime edizioni, crearono band, amicizie, amori, sotto la buona stella di un rock che dimostrerà ancora una volta di essere più vivo che mai!