Roy Paci è nato ad Augusta (Siracusa) nel 1969. Trombettista, compositore, arrangiatore e cantante, comincia a suonare il pianoforte da piccolissimo per approdare alla tromba all’età di nove anni, quando si unisce alla banda del suo paese. A 13 anni è già prima tromba ed entra a far parte delle big band siciliane di Gianni Cavallaro e della New Royal Big Band di jazz tradizionale, esibendosi nei jazz club più rinomati e in svariati festival di jazz italiani. Entra a far parte di As Sikilli, il progetto di new-jazz di Stefano Maltese registrando tre album. A partire dal 1990 intraprende diversi viaggi in Sud America, Canarie e Senegal, continuando a sviluppare le sue influenze musicali. Tornato in Italia, porta avanti la sua esplorazione – talvolta pionieristica – della musica, cimentandosi in una serie infinita di collaborazioni e di tour in tutta Europa e oltreoceano. Al momento Roy Paci è coinvolto in progetti musicali, editoriali, cinematografici e televisivi. Sostiene inoltre varie iniziative benefiche, come le campagne di Amnesty International e Pangea contro la violenza sulle donne, il progetto Emergency per l’assistenza medica ai civili nelle zone di guerra e la superband Rezophonic, che supporta AMREF nella costruzione di pozzi d’acqua per le popolazioni della regione del Kajiado, in Kenya.

LA MUSICA
Nel 1990 si trasferisce in Sud America dove suona con la Big Band di Stato Argentina, con gruppi di cumbia uruguayana e musica popolar do Brasil, affiancando in alcune occasioni musicisti del calibro di Tito Puente e Dee Dee Bridgewater. A Montevideo forma il T-Rio Blanco con Jorge Accaraz e Angel Varela. Si Sposta in Senegal, suonando con il gruppo di makossa di Papa Matelot Sabow. Rientrato in Italia, si unisce alle formazione ska dei Persiana Jones. Nello stesso anno, con altri musicisti siciliani fonda i Qbeta e incontra uno dei gruppi italiani più importanti dell’epoca, i Mau Mau. Con l’amico Fabio Barovero (Mau Mau) dà il via al progetto forse più importante della sua carriera: Banda Ionica, che raccoglie le marce funebri più popolari del Sud Italia. Il secondo CD “Matri Mia” (2001), che vanta ospiti come Vinicio Capossela, Arthur H, Joe dei La Crus, Macaco El Mono Loco e Cristina Zavalloni, entra nella top ten dei migliori dischi di world music europea.

Nel 1998, costituisce, insieme agli ex Gronge, il primo gruppo jazz-core d’Italia, gli ZU e contemporaneamente con Gianni Gebbia e Francesco Cusa forma i Trionacria di impronta nettamente più sperimentale. L’anno seguente Roy incontra Manu Chao, con il quale registra il fortunato “Proxima Estacion… Esperanza”. La fratellanza spagnola prosegue con i Macaco, capitanati da Dani El Mono Loco, con i quali Roy incide “Rumbo Submarino”. Con Roy Paci & Aretuska, che è probabilmente la sua band a oggi più famosa, già dal 1997 Roy comincia a circondarsi di giovani talenti siciliani. Il primo disco, “Baciamo Le Mani”, esce nel 2001. Nel 2003 con Etnagigante, etichetta discografica che nel frattempo ha fondato, produce “Tuttapposto”. Roy Paci è inarrestabile: i riconoscimenti si moltiplicano, come il prestigioso premio “Carosone” del 2003 e il premio “Chatwin” come Artista Italiano nel Mondo, e anche le collaborazioni illustri, tra le quali, quelle con il mitico Tony Scott e il leggendario Ray Mantilla. Entra nella prestigiosa formazione olandese The Ex Orchestra. Nel 2004, la “terza dimensione” musicale di Roy Paci prende vita nel progetto CorLeone, un viaggio alla riscoperta del retroterra siciliano attraverso gli occhi e le orecchie del jazz più freeform. Il risultato è “Wei-Wu-Wei”, album pubblicato nel 2005, al quale partecipa Mike Patton. Contemporaneamente prende vita anche il nuovo album di Roy Paci & Aretuska, “Parola D’Onore”, terza parte dell’ideale Trinacria musicale del gruppo. Altri due progetti di valore prendono le mosse nel 2006: TEZ – Il Terrone, l’Ebreo e Lo Zingaro e Ananga Ranga. Il “Terrone” è ovviamente Roy Paci, l’”Ebreo” è Frank London, eclettico musicista kletzmer, e lo “Zingaro” è Boban Markovic con la sua Orkestar. Poi, nel giugno 2007, dopo tre album, Roy Paci & Aretuska ultimano “SuoNoGlobal”, il primo disco d’oro del progetto. Il singolo “Toda Joia Toda Beleza” diventa la colonna sonora dell’estate e apre a Roy e compagni le porte della grande notorietà. Nel novembre 2008 esce “BESTiario siciliano”, la prima compilation del progetto Roy Paci & Aretuska, sedici brani scelti dai loro vecchi album, oltre a tre tracce inedite, incluso un DVD contenente tutti i videoclip. Sempre nel 2008, Roy Paci, con la sua potente sezione fiati, collabora all’album “Helldorado” degli amici Negrita, insieme compongono il singolo “Gioia Infinita”. Parallelamente, Roy continua a dedicarsi a progetti speciali come Mondo Cane Orchestra del funambolico Mike Patton, ambizioso omaggio alla canzone italiana degli anni Cinquanta e Sessanta. È del 2009 “Domani 21.04.09“, il brano del supergruppo Artisti uniti per l’Abruzzo, del quale Roy Paci fa parte, in ricordo del terremoto dell’Aquila del 2009.

Nel maggio 2010 esce “LATINISTA” anticipato dal singolo “Bonjour Bahia” il nuovo album di inediti di Roy Paci & Aretuska. “LATINISTA”, pre-prodotto in Brasile, vede la partecipazione di alcuni artisti in veste di co-autori, tra i quali Lorenzo “Jovanotti” (Bonjour Bahia) e Caparezza (NoStress). Ospite anche Eugene Hutz dei Gogol Bordello nel brano “Il Segreto”.

Roy Paci continua a sperimentare, nasce nel 2011 l’Orchestra del Fuoco, che si esibisce per la prima volta il 16 gennaio 2012, in occasione dell’accensione della Fòcara di Novoli (LE), il falò più alto del Mediterraneo. L’orchestra è composta da un ensemble di trenta musicisti nazionali e internazionali che coniugano i meriti artistici alla capacità di spaziare da un genere all’altro, per un apporto musicalmente trasversale. Tre gli ospiti d’eccezione: Daniele Silvestri, Moni Ovadia e Shantel. Nel 2016 l’Orchestra del Fuoco ha calcato il palco del Torino Jazz Festival accompagnando la cantante marocchina Hindi Zahra.

Il 4 febbraio 2013 esce “Blaccahénze”, il nuovo album del progetto CorLeone, nel quale Roy Paci ha coinvolto musicisti dall’impronta musicale decisamente eterodossa, per ottenere un impatto spiazzante e non etichettabile. Le composizioni hanno volutamente un respiro universale grazie alle diverse tecniche d’improvvisazione non necessariamente jazzistiche. Il titolo prelevato dal dialetto di un paesino abruzzese – Montorio – sta a significare “casino”, “bordello”.

Insieme agli Aretuska continua a calcare i palchi italiani ed europei, alternando l’attività live all’uscita di due nuovi singoli: “Fino alla fine del mondo” (Etnagigante – 2012) con la partecipazione di Clementino, un conto alla rovescia fino al 21 dicembre, la data che secondo la profezia dei Maya segnerebbe la fine del mondo, un modo ironico di esorcizzare questa cupa previsione; “Italians Do It Better” (Etnagigante – 2014) che vede come ospiti Saturnino e Dr. Ring Ding, una riflessione sul periodo di crisi che il paese sta attraversando e sugli aspetti positivi dell’Italia che, nonostante tutto, non andrebbero mai dimenticati. Roy Paci e gli Aretuska continuano a portare sul palco, oltre ai brani più recenti, il repertorio storico rivisitato. Il sound viene rinnovato e impreziosito grazie all’introduzione dell’elettronica, a consolidare la potenza sempre espressa durante i live.

Esce il 17 gennaio 2017, in occasione del 75° anniversario della nascita del campione dei pesi massimi “Fight For Freedom – Tribute to Muhammad Ali” (Etnagigante): dodici composizioni originali nate dall’incontro con Remo Anzovino per la colonna sonora del documentario “Da Clay ad Ali, la metamorfosi” di Emanuela Audisio. Entrambi attratti profondamente dalla nobile arte e dalla figura leggendaria di Ali, riescono nel loro primo incontro artistico a trovare un terreno comune per fondere le loro lingue e i loro stili, consegnando una colonna sonora di bellezza assoluta, memorabile, degna delle grandi pagine della musica da film.

L’ULTIMA RELEASE

Nel 2017 esce “Valelapena” (Etnagigante/Artist First), un album di grande svolta, che rimette in gioco tutto nel progetto Roy Paci & Aretuska, rinnovato nei suoni, che mantiene alta la tensione tra musica e parole. È senza dubbio un Roy Paci più maturo, quello di Valelapena, nello sperimentare nuovi modi di usare la voce, nel rinnovare il suono di una band che nasce fortemente radicata negli anni Novanta e che non ha mai smesso di evolversi musicalmente. Dieci tracce tutte diverse tra loro, a testimoniare che Roy resta un musicista mai pago, in continuo movimento, mai preoccupato delle etichette musicali, capace di muoversi tra generi diversi con agilità e immutata passione. Un album corale, nato dalla collaborazione nei Posada Negro Studios con molti dei musicisti che lo accompagnano nel live con Aretuska – in primis con il chitarrista John Lui e con la voce Moreno “Emenél” Turi – e con altri compagni di viaggio, vecchi e nuovi: da Daniele Silvestri, autore di due brani (Tira e No Stop) a Deuce Eclipse (Bang Data), ospite in Destino Sudamerica; da Ivan Nicolas, talentuoso cantante irlandese autore del testo di “Medicine Man” a Dub FX, che non avrebbe bisogno di presentazioni, autore di una strofa da brividi in uno dei brani più sentiti del disco – “Ipocrita” – ispirato allo stile di Primo Brown indimenticabile voce dei CorVeleno. “Valelapena” è anche il disco che segna l’inizio dell’amicizia e della proficua collaborazione con Dani Castelar, fortemente voluto da Roy Paci per la qualità dei suoni che contraddistinguono i dischi di Paolo Nutini. Un disco che parla di mondi diversi che pur si somigliano, di oceani che sembrano dividere e invece uniscono, perché conoscere l’altro significa non averne paura. Un disco nel quale trovano spazio le storie personali, la gratitudine nei confronti del proprio vissuto, con la consapevolezza di un approccio maturo che fa riflettere sulla vita e su come nonostante tutto ci si possa sempre trovare ad affermare che sì, “Valelapena”.